IL CJANTON
di Carlo Quaglia

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In questo spazio appositamente dedicato, trovano collocazione le opere (edite - inedite) di un grande umile e nascosto ricercatore storico di Prato Carnico, il quale ha finora dedicato tutto il suo tempo libero (e la maggior parte della sua vita) a questa speciale attività culturale ed intellettuale, diventando studioso cultore e cantore delle tradizioni popolari della Val Pesarina, su cui ha raccolto una vastissima documentazione. E' stato presente con cospicui contributi in numerosi periodici: "Sot la nape", "La panarie" e "Gnovis paginis furlanis". E' stato anche sindaco di Prato Carnico dal 1975 al 1977 (gli anni difficili del terremoto). Oltre a questa sua attività ufficiale, Carlo Quaglia ha pubblicato, negli anni passati, questi 5 volumetti che qui sono presentati. Si tratta di brevi saggi pubblicati in occasione di eventi importanti per la comunità di Prato Carnico (o di Sutrio, suo paese natale):

 

- nel 1980 dice la sua prima Messa don Bruno Roia, divenuto missionario saveriano (il fondatore di questa congregazione, Guido Maria Conforti, è stato proclamato santo da Benedetto XVI il 23 ottobre 2011). E Carlo Quaglia presenta questo prezioso omaggio che non è solo la biografia del personaggio cui è dedicato il lavoro, ma che accoglie anche fitte e rare note storiche locali (della Val Pesarina, della Parrocchia di S. Canciano con la descrizione di tutte le chiese filiali...), l'elenco di tutti i sacerdoti di Prato Carnico a partire dal 1342, le usanze e le tradizioni locali, perfino una poesia di Domenico Zannier, una iconografia varia e assai interessante.

 

 

 

- nel 1982 dice la sua prima Messa don Martino Roia (fratello di don Bruno) anche egli divenuto missionario saveriano. Un evento eccezionale dunque che due fratelli diventino preti (e per di più missionari) nel breve arco di due anni e nel medesimo piccolo paese di Prato, noto per le sue spiccate e ancor radicate simpatie anarco-socialiste (e comuniste). Carlo Quaglia non può mancare di essere presente con il suo prezioso contributo storico che pubblica con uguale tempestività e amore. In questo volumetto vi sono le consuete note biografiche del personaggio cui è dedicata l'opera; poi appaiono sostanziosi contributi storici: un profilo di don Antonio Roia con note glottologiche sulla parlata di Prato ed alcuni scritti di questo grande sacerdote; seguono alcune pagine di "notarelle di cronaca locale" di fine '800; sono poi presentate alcune delle più significative opere d'arte custodite nella chiesa di Prato Carnico; segue la storia del martirio dei santi Canziani tratta dai libri più antichi e riassunta da don Claudio Tiberio (parroco di San Canzian d'Isonzo); non mancano nel finale le poesie di Domenico Zannier.

 

 

 

- nel 1992 si celebra il decimo anniversario della costituzione della Banda Musicale Val di Gorto che ha sede a Luincis di Ovaro e che attira anche molti giovani del Comune di Prato Carnico. Anche in questa evenienza Carlo Quaglia si da un gran da fare e raccoglie un' ampia messe di notizie e notiziole su questa ancora giovane istituzione sociale. Presenta inanzitutto i vari maestri che si sono succeduti nel tempo alla direzione della banda (Moro, Selenati, Donada); vi è poi la meticolosa cronistoria, mese dopo mese, anno dopo anno, arricchita da numerose foto dell'epoca che destano immediata tenerezza e nostalgia; vi è persino l'elenco delle varie località raggiunte dal corpo bandistico nelle sue varie uscite; l'elenco completo degli 80 ragazzi che nei 10 anni hanno contribuito alla crescita della banda, per ognuno dei quali sono indicati età, paese di provenienza e strumento suonato; alcune testimonianze rendono più vive queste belle pagine, specie quella di Dino de Antoni (non più tra noi); il bel volumetto (di oltre 70 pagine fitte fitte) termina con diverse note storiche locali (che certo non potevano mancare in un autore come Quaglia) e con contributi significativi del sen. Bruno Lepre e di pre Sef Cjargnel.

 

 

 

 

- nel 1993, si inaugura la restaurata chiesetta di Prico (frazione di Prato) ed anche qui Carlo Quaglia offre il suo prezioso e sempre presente contributo per la realizzazione di questo fascicolo che si caratterizza per una cifra tecnica e storica insieme.

 

 

 

 

- nel 1999, a solo un anno dalla morte di Giulio Moro di Sutrio, Carlo Quaglia pubblica questo interessantissimo e gradevole volumetto che presenta la figura di questo simpatico e geniale compositore musicale (1919-1988). Rientrato dal fronte greco-albanese gravemente ferito, Giulio Moro trovò nella musica ispirazione e conforto alle sue sofferenze. Musicò oltre 200 composizioni (canti, canzonette, pastorali, preghiere, villotte) su testi personali e di altri autori. Vinse anche il Festival della villotta friulana. Fu un personaggio tipico, conosciutissimo non solo in Sutrio e negli ambienti musicali, ma in molti paesi della Carnia. E' qui offerto un ampio e scelto saggio delle sue capacità: spartiti, poesie, racconti, fiabe... Una personalità eclettica dunque che meritò senz'altro questa speciale pubblicazione da parte di Carlo Quaglia, che custodì sempre in fondo all'animo suo il dolce ricordo del borgo natio di Priola di Sutrio e dei suoi abitanti.

 

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Gli altri importanti sconosciuti lavori di Carlo Quaglia

 

1. Ha ripreso in mano tutta la "CRONACA CANALOTTA 1878-1942" di don Antonio Roia, l'ha rivisitata e l'ha pubblicata in fascicoli nei primi anni '90 a beneficio dei paesani. Si tratta di ben 14 numeri (alcuni doppi) che Quaglia ha raggruppato per tematiche. Ne è uscita una imprevedibile collana di storia locale che pochissimi altri paesi in Carnia possono vantare. Purtroppo questi interessantissimi fascicoli furono stampati in maniera artigianale e senza grandi impegni tipografici. Sarebbe davvero utile che qualche banca locale posasse lo sguardo su questi preziosi "manufatti" curati da Quaglia, per farne una serie di volumetti da porre poi in vendita o distribuire come cadeau istituzionale. Vi sono raccolte notizie speciali, inedite, fatti mai sentiti, vicende e ambientazioni impensate. Meriterebbero davvero sia l'autore (don Roia) sia il curatore (Carlo Quaglia) di vedere finalmente riconosciuto ed apprezzato questo significativo lavoro che impegnò entrambi, in epoche diverse, sul fronte della ricerca storica locale.

2. Ha pubblicato, sempre in arte (tipografica) povera ed in numero limitatissimo, un fascicolo sul "Canal Pedarzo" di Giovanni Gortani con copiose note di Antonio Roia. Anche questo lavoro (a mio parere importantissimo non solo per la Val Pesarina ma per l'intera Carnia) dovrebbe essere pubblicato in modalità normale presso una casa editrice o una tipografia che ne curasse poi anche la distribuzione. Una importantissima tessera che ancora manca nel veriegato mosaico della storia di Carnia.

3. Sempre come fascicolo fotocopiato in pochi numeri, Carlo Quaglia ha pubblicato nel 2001 "Posta militare 202, da Firenze alle rive del Don". Si tratta di un epistolario di guerra tra l'alunna Ileana Modica di Firenze e l'alpino Elio Troian (di Prato Carnico) della divisione Julia. Quaglia arricchisce questa raccolta di lettere con note, appunti ed iconografia oltre che con adeguata ricerca storica sul tema.

4. Nel 1998, Carlo Quaglia distribuisce in due grossi volumi in fotocopia, una raccolta di lettere dell'alpino Gino Leita. Il titolo appare un pò prolisso e ridondante e recita così: "Cara mamma... io sto bene come spero di te. Art. alpino Gino Leita, P.M. 207, un lungo viaggio senza ritorno dalla Voiussa alle rive del Don, regione del Voronez, lager n. 62 di Nekrilovo". Anche in questo caso si tratta di una completa corrispondenza che abbraccia un lungo arco temporale bellico: dal 1939 al 1943. Ciò che ho rilevato sopra, vale ovviamente anche per questa ricerca storica che, nella attuale veste tipografica dimessa, resterà per sempre nascosta non solo al grande pubblico ma anche (soprattutto) ai cultori ed agli specialisti della materia.

E' necessario che questi importanti lavori di ricerca storica locale di CARLO QUAGLIA riemergano dall'oblio e acquistino dignità tipografica e letteraria sia per il loro peso documentale sia per l'interesse sentimentale/affettivo che possono suscitare.

 

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