Friuli, una patria mai nata
di Marino Plazzotta

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LA NATION LUXEMBOURGEOISE…

Il libro di Daniel Spizzo , dottore di ricerca in Scienza della Politica e Lavoro presso l'Università di Trieste, mi ha inizialmente incuriosito. Si parla del Lussemburgo, quella piccolissima nazione che rappresenta per me ed anche per molti altri Friulani, un punto di riferimento importante. Per anni da quello stato sono arrivati i "vaglia postali", le famose rimesse dall'estero, che ci hanno aiutati a vivere, a studiare, a sperare. In quello stato, geograficamente insignificante, finirono molti nostri paesani e da lì ancora oggi arrivano delle pensioni dignitose che tengono alta la media del reddito pro capite di alcuni paesi della Carnia. Per delle singolari coincidenze i flussi migratori prendevano delle direzioni che certamente si potrebbero studiare, ma che in questo contesto, non ci servono che a dire come la comunità dei Treppolani residenti in Lussemburgo sia, nelle tre generazioni che la compongono (nonni, figli e nipoti) ben più numerosa delle anime rimaste o ritornate nel paese di origine. Daniel Spizzo è figlio di uno dei tanti friulani che sono andati a cercare fortuna proprio in Lussemburgo. Ha fatto tutte le scuole elementari medie e superiori là.
Ha così imparato: oltre all'Italiano, il Tedesco, il Francese, l'Inglese e quel difficile dialetto Lussemburghese che ha una lontana parentela con il Tedesco, condito da un Friulano che i suoi genitori di Buia non hanno avuto bisogno di insegnargli. Poi è venuto a Trieste per laurearsi con una tesi singolare ed originale: "LA NATION LUXEBOURGEOISE genèse et structure d'une identité", in realtà la tesi è stata scritta in Italiano e successivamente tradotta in Francese a spese dello stato Lussemburghese che ha curato e pubblicato una edizione andata a ruba.
Come in altre occasioni l'amico Mirco, che lavora al parlamento europeo, è riuscito a procurarmi una copia di questo libro di cui vi parlerò cercando di spiegarvi come la iniziale curiosità si è poi tramutata in una riflessione pragmatica, in domande sul Friuli, sul nostro non essere "diventati nulla" nonostante storia, tradizioni, cultura e lingua.
La domanda di fondo che questo libro mi ha provocato è questa: "perché il Lussemburgo, senza una lingua definita, senza una grande storia condivisa , senza un popolo, non voglio dire una razza, con caratteristiche anche genericamente identificabili, senza tradizioni culturali e storie lontane , senza né Celti, né Longobardi, o "lavorador, sald e onest", insomma una entità senza alcuna particolare peculiarità, se non quella di essere trilingue, è riuscito a venir fuori, a salvarsi, tra due potenze: Francia e Germania, o da tre se non ci vogliamo escludere il Belgio?
Perché il Lussemburgo sì ed i Friuli no?
Perché loro sono diventati uno stato, una delle dodici stelle della bandiera europea e noi non siamo nulla di più di una regione incapace, spesso, di approfittare perfino del suo statuto speciale?
Perché noi che siamo sparpagliati in tutto il mondo, dove qualcuno ha fatto fortuna: c'è chi è diventato ministro, professore universitario, collaboratore di candidati a premi nobel, non siamo riusciti ad esistere a diventare una "PATRIA"?
Quanta confusione c'è fra queste parole che spesso sono state paravento di azioni incomprensibili, di guerre assurde, di battaglie inutili: STATO, NAZIONE, PATRIA, possono rappresentare ideali, racchiudere obiettivi, stimolare la nostra generosità, perfino atti eroici, ma anche renderci succubi di imbrogli che i potenti (politici, imprenditori, preti) tramano? E in quale ordine di importanza dovremmo scegliere queste parole …? E' dà valorizzare, stimare, apprezzare più la Patria o lo Stato, o la Nazione ?
In Germania il concetto di Heimat suscita molti più sentimenti di quanti ne suscitino Stato o Nazione o Patria, in Italia!
Spizzo ha indagato su questo Lussemburgo di cui vi dò alcuni dati statistici, solo per avere dei termini con cui confrontarci:

  Lussemburgo Friuli
Abitanti 422.000  1.186.000
Superficie Kmq. 2.588  7.844
PIL pro capite $ 24.000  18.000
Posti letto ospedalieri  1/87 ab. 1/147 ab
Medici

1/469

1/ 193

(Treppo C. ha 1 medico condiviso da circa 850 ab; un reddito medio pro capite di poco meno di 6000 dollari)
Torniamo al nostro libro per scoprire la ragione per cui il Lussemburgo è diventato Nazione e noi, il Friuli "nemmeno in sogno"!
Il prof . Spizzo individua nella sua puntigliosa e documentata ricerca sulla nazione lussemburgese , un principio che chiama " dinastico" e ritiene che questo sia stata l'origine e il motivo di sopravvivenza dello stato Lussemburghese. A tale principio si possono aggiungere altri argomenti come il fatto che i cittadini lussemburghesi sono stati privilegiati per quanto riguarda le tasse dirette e indirette, non pagano da anni alcun canone televisivo, né bolli di circolazione, benzina più che agevolata, disoccupazione : 0, ! Non c'è in Lussemburgo nemmeno il servizio di leva obbligatorio!
Dalle mire francesi e tedesche il Lussemburgo si è salvato anche con la "neutralità" che è sempre stata sbandierata come quella Svizzera in modo da frenare l'ingordigia dei due vicini. Quindi il "privilegio" come fattore unificante e di identificazione per una comunità, può diventare più importante di un semplice fattore o carattere etnico.
E' come se noi in Carnia fossimo riusciti a creare una zona franca con tasse fisse e limitate , diciamo, al 21% …con agevolazioni finanziarie e fiscali per quanti rischiano i loro capitali sul territorio.
Non pensate che ciò ci avrebbe fatto "emergere" come "regione" particolare o se volete come "Piccola Patria" definizione già impiegata tempo fa per indicare il Friuli?
Noi non siamo riusciti a salvarci , perché ci è mancato una figura che in qualche modo incarnasse una istituzione che potesse dare visibilità ed evidenza alle peculiari caratteristiche del popolo friulano. Va tuttavia ricordato come osserva il prof . Spizzo " che il caso Lussemburghese è particolarmente buffo dal punto di vista della storia comparata delle nazioni, perché questo stato è nato quasi per un caso 200 anni fa . Allora pochi Lussemburghesi erano disposti a combattere per la idea del "Lussemburgo" nazione , in quanto all'epoca era più importante integrarsi con la Francia o con la Germania, che impegnarsi in uno stato "da operetta". In seguito il Gran Duca è riuscito a convogliare sulla sua personalità istituzionale la fiducia e il consenso della popolazione". Dopo la prima guerra mondiale si è avvertito il bisogno di assumere la coscienza di identità nazionale, di capire come e perché ritenersi "Lussemburghesi", di valorizzare il concetto di "cittadinanza" , di dare valore e diritti speciali al fatto di essere "cittadini Lussemburghesi". Solo quando la minaccia del nazismo si rese evidente con la chiara intenzione di inglobare quel piccolo paese ritenuto etnicamente di origine Tedesca, emerse l'aspetto linguistico.
Allora la lingua divenne un elemento discriminante per definire le caratteristiche di chi poteva godere del diritto di "cittadinanza". E' quella Lussemburghese una lingua che presenta la struttura piuttosto di un dialetto e non può essere assimilata al Friulano, se non altro per il fatto che non esiste ad oggi una traduzione della Bibbia in Lussemburghese, mentre esiste in Friulano. Vale la pena ricordare che il Tedesco che oggi si parla è quello usato da Martin Lutero nella sua traduzione della Bibbia! Il Lussemburghese anche se non ha una lunga tradizione scritta, viene parlato da tutti, benchè sia quasi assente dai documenti ufficiali e dalle cerimonie importanti dove si parla in Francese, se ci sono problemi burocratici, o in Tedesco se si va a Messa. Ebbene questa diciamo "lingua" divenne un elemento discriminante per concedere la cittadinanza. Ancora oggi per poter godere di tutti i diritti di cittadinanza in Lussemburgo occorre conoscere il Lussemburghese. Questa disposizione di "salvaguardia" impedisce al 32% dei residenti di partecipare alla vita politica del Paese! Ricordo che in Lussemburgo il 53 % della forza lavoro è straniera!
In questa ultima constatazione troviamo quello che ci differenzia ulteriormente dal Lussemburgo e dalla "fortuna" che ha avuto, nonostante la sua piccola dimensione, di diventare uno stato membro della comunità europea in ragione della lingua che diventa fattore discriminante e fondamentale per accedere a diritti democratici di scelta e decisione .
Noi Friulani solo da qualche mese abbiamo trovato una legge che tutela la nostra lingua, ma di quanto tempo avremo ancora bisogno per ottenere che sia privilegiata, e che diventi fattore di ricchezza e non solo strumento aulico di tristi nostalgie, di poesie struggenti e di villotte di altri tempi? Se continuiamo ad affrontare i problemi tra la indifferenza chi ci dice che fra un po' non ci ritroveremo nelle scuole bravi insegnanti Albanesi, ottime e formose maestre Ganesi, ed eccellenti proff. di lingue Croati o Curdi?
Ho presentato un libro che vi invito a cercare ed a leggerlo. Ne ho approfittato per fare alcune considerazioni che molti non condivideranno. E' normale!
In calce troverete il mio indirizzo cui potrete scrivere se volete.


MARINO PLAZZOTTA 05.03.00 [email protected]

LA NATION LUXEMBOURGEOISE, genèse et structure d'une identité
DANIEL SPIZZO
ED.L'Harmattan 1995 PARIS


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