RESUREQUIE

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Carlo Tolazzi è un importante scrittore di testi teatrali, di elevato impegno civile, che si colloca in quella speciale casella letteraria che accoglie, per esempio, Marco Paolini.
Tolazzi, friulano con ascendenze carniche, non è dunque nuovo al pubblico carnico e friulano, amante del teatro e dell'opera impegnata, essendosi già fatto ampiamente conoscere a livello nazionale con l'atto unico CERCIVENTO, PRIMA CHE SIA GIORNO, in cui racconta con toni altamente lirici e drammatici, le ultime ore di vita di due degli alpini condannati alla fucilazione per diserzione nel 1916 (vai alla voce Alpino Ortis).
La trama di quest'opera, che precede temporalmente quella sopra accennata, è scritta tutta in lingua friulana e si svolge nel monologo asciutto e animato di una donna, che parla di...

Il tema di questa piece teatrale è assai singolare e certamente mai finora trattato:
Carnia, XVII secolo. Sul modello di esempi vicini (Luggau in Carinzia) e lontani (Francia e Germania), la devozione popolare elegge un paesino carnico, Trava di Lauco, come sede di prodigiose resurrezioni operate dalla Madonna sui neonati morti prematuramente prima di ricevere il battesimo e come tali destinati al Limbo. Centinaia di piccoli cadaverini, provenienti non solo dalla Carnia ma anche dal Firuli e dal bellunese, vengono portati alla chiesetta costruita sul luogo prescelto ed il fenomeno, mai decisamente ostacolato dalla Chiesa ufficiale, assume immediatamente risvolti simoniaci, fino a che anche la Chiesa interverrà sanzionando definitivamente tale pratica.

Questa vicenda, durata per molti anni, è storicamente accertata nel Memoriale di fra' Antonio Dall'Occhio, ferrarese, inquisitore generale della diocesi di Aquileia nel 1686, conservato nell'Archivio Arcivescovile di Udine, busta 80, fascicolo "False resurrezioni di bambini usciti morti da' ventri materni", cc 42r-43v.
Su questa base storica, Tolazzi costruisce il monologo di questa donna preposta al rito propiziatorio dei miracoli, in cambio di compensi più o meno lauti. Il fraseggio, espresso sempre in friulano variante carnica, appare a tratti concitato, a tratti drammatico, a volte misterioso, sempre carico di pathos e di suspence...
Merita davvero questa piece teatrale, che si legge molto volentieri, una rappresentazione a livello nazionale: sono convinto che avrebbe il medesimo successo di CERCIVENTO, proprio perchè il tema trattato è assai originale e susciterebbe interesse e curiosità tra gli spettatori.
Per noi carnici costituisce invece un importante tassello delle nostra storia passata, spesso fatta di misteri e di superstizioni, di magie e di striaments...
Da leggere e conservare.

 

 


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