LETTERE DELLA PORTATRICE
LUCIA PUNTEL

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Riportiamo qui il testo dell'intervento del vicesindaco di Paluzza, Mario Flora, in occasione della presentazione di questo libro, avvenuta il 3 giugno 2006 nel tempio Ossario di Timau:

Dire qualche parola di circostanza in occasione della presentazione ufficiale di un libro è cosa per me abbastanza rara.
Dire qualche parola in occasione della presentazione di questo libro, credo sia un fatto unico, perché unico è il libro che ci apprestiamo a sfogliare.
Non si tratta dei soliti libri memorialistici o autobiografici, né si tratta di un libro di storia semplicemente. E’ qualcosa di altro e certamente di più.
Innanzitutto gli autori: non è uno né due, ma sono tanti. Tento di elencarli:
innanzitutto la maestra Sandra Sartori ed i suoi 19 alunni della scuola Elementare di Solbiate Olona in provincia di Varese. Questi 20 autori sono stati il motore primario che ha avviato la progressiva crescita di questa opera: sono stati loro a cercare, a contattare, a stimolare il secondo motore: la nonna Lucia Puntel, nata a Cleulis nel 1903 e morta in Francia nel 1999.
Questa nonna, già portatrice della Prima Guerra mondiale ed insignita a suo tempo della croce di Vittorio Veneto, è stata conosciuta da questi scolari tramite le pagine del mensile L’ALPINO, la cui corrispondenza viene assiduamente letta da una moltitudine di persone anche al di fuori della ristretta cerchia degli alpini in congedo.
Dopo questa scintilla scoccata tra nonna Lucia e la scolaresca della maestra Sartori, vi è stata quasi una reazione a cascata, costituita da tante lettere in partenza ed in arrivo tra Italia e Francia. Gli scolari scrivono a nonna Lucia, nonna Lucia risponde pronta agli scolari. E badate, non è che nonna Lucia risponda con una sola lettera per tutti: a Natale invia a ciascuno una lettera personalizzata e così di anno in anno, dal 1991 al 1994 e oltre, quasi fino alla morte di nonna Lucia avvenuta in Francia nel 1999.
Ora tutta questa fitta corrispondenza tra nonna (in Francia) e nipotini (in Italia) è stata raccolta e presentata in questo libro: sono lettere scritte a mano, con la calligrafia di un tempo, con l’ortografia e la grammatica di un tempo; lettere che a tratti hanno il sapore del libro CUORE; lettere che tradiscono i sentimenti più candidi e genuini di nonna Lucia da un lato e l’animo gioioso e pulito dei bambini che vogliono sapere tutto di ogni cosa…
Il tema principale di questo epistolario è quello relativo al periodo bellico vissuto da nonna Lucia come portatrice: una assoluta novità per questi bambini di Solbiate Olona che mai avevano sentito parlare di queste donne-soldato ante litteram.
Oggi il nostro esercito annovera tra le sue file moltissime donne, spesso anche con il grado di ufficiale, e questa è ormai una situazione tranquillamente accettata e divenuta normale. Ma allora… non era proprio così. E queste donne-portatrici della prima guerra mondiale sono davvero le antenate delle nostre soldatesse odierne, le quali dovrebbero almeno essere fiere ed onorate di essere state precedute, quasi 100 anni fa, da queste valorose donne carniche che avevano trovato il tempo e il coraggio di integrare il lavoro dei soldati al fronte, dietro un esiguo compenso materiale. Mandate dunque questo libro anche a qualche comandante-donna del nostro esercito: chissà che da cosa non nasca cosa!
Ma questo libro contiene anche altri temi non certo secondari:
vi si tratteggia ampiamente la figura, ormai leggendaria, di don Floriano Dorotea (prè Florio), ammirato e conosciuto anche da nonna Lucia;
vi si racconta inoltre l’epopea delle portatrici carniche;
si parla della prima guerra mondiale;
si raccolgono pensieri e riflessioni sulla guerra.
Una vasta iconografia a colori ed in b/n valorizza e impreziosisce ulteriormente questa opera, tipograficamente assai gradevole e armoniosa, uscita di fresco dalla tipografia Cortolezzis di Paluzza.
In conclusione mi pare di poter sostenere che questa opera, inizialmente nata come percorso didattico pedagogico-educativo di una classe di bambini delle scuole elementari di Solbiate Olona guidata dalla maestra Sandra, abbia travalicato ampiamente i limiti e le caratteristiche originari per diventare qualcosa di molto più importante e sostanzioso: un autentico e straordinario esempio di come si possa e si debba fare didattica oggi a scuola. Questo libro, oltre ad essere presente in tantissime nostre case, si andrà autorevolmente a collocare in quella sezione di storia locale della nostra piccola patria di Carnia in cui sono raccolte le opere più significative della nostra storiografia. Ma credo che anche a livello nazionale questo libro troverà una adeguata collocazione non solo per gli argomenti trattati (certamente originali e spesso sconosciuti ai più) ma anche soprattutto per il modo ed i tempi con cui questo libro è nato e cresciuto. Un esempio molto valido e stimolante anche per altre scuole e per altre realtà culturali.
Un sincero e affettuosissimo ringraziamento desidero rivolgere alla maestra Sandra ed alla sua scolaresca:
senza di loro, oggi noi non saremmo qui a ricordare nonna Lucia;
senza di loro forse anche prè Florio sarebbe inesorabilmente caduto nell’oblio;
senza di loro la nostra storiografia sarebbe certamente rimasta priva di una importante e insostituibile tessera.
Un applauso grande a questa ottima maestra ed a questi bravissimi bambini di un tempo, che oggi hanno già la splendida età di 24 anni: qualcuno è entrato nel mondo del lavoro, qualcuno ha continuato gli studi, qualcuno ha già formato famiglia. Tutti loro però hanno certamente conservato nella loro memoria e nel loro cuore questa singolare esperienza vissuta con nonna Lucia (e ora trasferita in questo libro), che ha infuso in ciascuno di essi il seme dell’impegno civile, dell’amore alle Istituzioni, del rispetto per i valori della nostra società, attualmente a forte rischio di estinzione.
E questo seme germoglierà negli anni e darà frutti ottimi che si ripercuoteranno nelle loro famiglie, sui loro figli e nipoti, in una successione di effetti positivi che andranno a beneficio di tutta la nostra nazione.
Bravi e grazie di cuore!

 


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