175 VESCUI FURLANS

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Del nostro grande amico PIERI PINÇAN abbiamo già presentato due lavori importantissimi che riguardano la Carnia: GJVIANO DI UNO VOLTO (2003) e CJARGNE MURIBONDE (2007), nei quali l'autore si palesa non solo efficace scrittore e autorevole ricercatore autodidatta del proprio microcosmo (nella prima opera) ma anche un fine e acuto osservatore della società contemporanea, specialmente di quella a lui molto nota e da lui molto amata: quella carnica (nella seconda opera).
Direi che in Pieri convive anche un indubbio "fiuto politico" al punto che se non avesse l'età (ottimamente ben portata, s'intende) che ha, certamente sarebbe potuto diventare un ottimo (e ascoltato) rappresentante della Carnia nelle sedi istituzionali anche le più alte, specie se messo a confronto con i personaggi della classe politica che la Carnia oggi si ritrova.

Quando mi è giunto per posta questo piccolo gioiello tipografico artigianale sono rimasto davvero sorpreso e meravigliato per due motivi:
- come avrà fatto Pieri a condurre in porto una ricerca così vasta e articolata, da tradursi in un volumetto di tale portata?
- cos'è che lo spinge, alla sua veneranda età, ad occuparsi continuamente di questa Terra che (diciamola tutta) non gli ha finora dimostrato alcuna gratitudine?

Pieri è un "animale generoso" che dà gratuitamente ciò che ritiene di avere di più prezioso: il suo animo ed il suo cuore, semplici e schietti, da sempre incredibilmente fusi con la Carnia! Può sembrare retorica ma è solo la convinta constatazione di chi, conoscendo il suo atteggiamento interiore, lo ritiene capace di slanci di generosità culturale impensati. Perchè si deve subito dire che da questi 3 libri da lui scritti ed editi, Pieri non ha ricavato nè ricaverà neppure un euro: anzi, solitamente ci rimette sempre sicuramente e abbondantemente.

Questa sua terza fatica letteraria si presenta dunque quasi in modo amabilmente contradditorio: la francescana sobrietà di questo agile volumetto è indirettamente proporzionale al suo contenuto, che è importantissimo!
Vi sono raccolte le sintetiche biografie di tutti i vescovi di origine friulo-carnica nella storia della Chiesa (elencati in rigoroso ordine alfabetico) che Pieri è andato a scovare nei più recessi meandri archivistici che sono stati letteralmente spulciati e setacciati con pazienza e ostinata caparbietà. Francamente io non immaginavo neppure lontanamente che il Friuli storico avesse dato i natali a questa folta schiera di prelati, molti dei quali hanno raggiunto posizioni di indubbio prestigio come Mauro Cappellari, originario di Pesariis, emigrato con i genitori a Belluno, divenuto papa con il nome di Gregorio XVI nel 1831!

La presentazione è del prof. Paolo de Caneva di Blâs che espone le profonde ragioni che sussistono per "impensasci di lôr, parceche an lassât un segno tal lôr timp".

Il libro è scritto in friulano/carnico (come ama sempre scrivere Pieri) e questo aspetto viene a confermare (anche esteriormente ed esteticamente) l'inclinazione storico-letteraria dell'autore.

Certamente il libro non è esaustivo della tematica affrontata, ma fortemente indicativo per coloro che fanno ricerca storica ecclesiastica locale: sulla traccia che offre Pieri, chiunque poi potrà incamminarsi verso una ricerca personale più approfondita e specifica.

Auguriamo a Pieri Pinçan di continuare a produrre cultura e storia anche per quei carnici che spesso la ignorano o la snobbano; lo rassicuriamo comunque, al di là degli apprezzamenti che potranno arrivare, che questo suo attivo impegno intellettuale è la migliore ginnastica per non invecchiare e mantenersi biologicamente e neurologicamente giovani e vitali. Ten dûr Pieri, no sta molâ!

 

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