SI FORMA SI DEFORMA SI MODELLA

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E' un altro grande libro della Natura scritto nel 2010 dal geologo Corrado Venturini, professore presso l'Università di Bologna, di orgini carnico-friulane, fine appassionato studioso della Carnia e dell'Alto Friuli, erede e continuatore di quella mirabile "tradizione geologica" carnica che ebbe in Michele Gortani il massimo esponente nel secolo XX.
Anche questo splendido libro non si discosta dal precedente del 2006 per lo stile sobrio ma efficacissmo nel presentare la scienza geologica ai profani; per l'apparato iconografico (fotografie, schemi, disegni esplicativi) di altissimo livello; per la viva struttura tipografica meticolosamente severa e precisa ad un tempo, curata dell'autore stesso; per la estrema capacità di sintesi che rivela.
Chi affronta per la prima volta Corrado Venturini
con questo libro, ha subito la sensazione di trovarsi di fronte un Piero Angela della carta stampata (geologica e non solo), ma assai più efficace e credibile del telepresentatore pantologo (= tuttologo), poichè Venturini (a differenza del giornalista) conosce perfettamente la (sua) materia, la padroneggia e la maneggia con estrema disinvoltura, come può ben testimoniare chi ha assistito ad una sola delle sue brillanti conferenze serali, che il geologo va organizzando da tempo nelle diverse valli (non solo di Carnia), come un missionario che persegue con slancio un grande ideale, in questo caso sociale e culturale insieme.

Il titolo di questo gran bel volume richiama subito alla mente il leit-motiv delle sue affollatissime conferenze, il core delle sue argomentazioni, la pass word che egli usa per accompagnare i profani nel sancta sanctorum della geologia, temuta e venerata dalla maggioranza delle persone, colte o non colte, istruite o ignoranti...

La prima pagina del libro esprime immediatamente non solo il grande tema che vi si svolgerà ma delinea in maniera visibile e chiarissima la personalità dell'autore: quel piccolo bambino di 4 anni sul triciclo sul greto del But (ma è il campo sportivo di Timau!) è il Corrado Venturini che conosciamo oggi. Non è retorica o compiacenza ma questa foto inattesa mi è parsa la caratteristica più significativa e più dolce di questo album geologico dove questo bimbo, ritratto in b/n, rappresenta la metafora dell'Ordoviciano (umano) laddove il Venturini odierno potrebbe esserne il Pliocene.

Rispetto ai due precedenti lavori di geologia divulgativa, questa opera offre le basi essenziali per affrontare poi gli argomenti più specialistici, svolti negli altri libri. Questo gran bel libro costituisce quindi la grammatica e la sintassi della geologia, senza le quali risulterebbe difficile poi comprendere appieno i vari processi di trasformazione del territorio.
Purtroppo non si può descrivere quest'opera in maniera esaustiva poichè sono tante e talmente importanti le questioni affrontate e "spezzate" per il lettore, che ogni commento risulterebbe superfluo o imperfetto.

Nel primo grande capitolo (Tanto per cominciare) Venturini offre i primi rudimenti di geologia e lo fa con toni sempre accattivanti e coinvolgenti (La danza delle placche, La torta distorta, Lo strato è una valigia piena...) al punto che il lettore, imbattendosi in questi titoli seducenti, è giocoforza costretto a immergersi in queste rischiose letture, ottimamente sostenute da una esplicazione di immagini didascalica e oltremodo convincente.
Nel secondo capitolo (SI FORMA) l'autore racconta la pars costruens della geologia affrontando subito i grandi temi dei depositi, in tutte le loro molteplici manifestazioni.
Il terzo capitolo (SI DEFORMA) affronta la complessa teoria dei movimenti e delle faglie e dei loro effetti ed anche qui Venturini torna ad utilizzare titoli allettanti e artifizi letterari di sicura presa per il lettore che ormai non teme più alcun argomento geologico e si sente sicuro di poter "diventare" egli stesso geologo... dilettante.
Il quarto capitolo (SI MODELLA) tratta della pars destruens geologica, quella sostenuta dalle acque, dai ghiacci, dai venti, abilitati a graffiare, modellare, distruggere il tanto costruito...

Da questo grande libro si capisce insomma come il territorio non sia assolutamente una entità immobile e immota quanto invece un complesso sistema in continua evoluzione, senza pace e senza fine, dove l'orologio del tempo scandisce i millenni...

Il capitoletto finale non lascia spazio a fumose interpretazioni: su questa terra siamo "ospiti temporanei con obbligo di buona condotta". Quale altro missionario concluderebbe così?

Un libro non utile ma necessario e propedeutico prima di affrontare la lettura della Evoluzione Geologica della Alpi Carniche, vademecum essenziale per un moderno e informato escursionista delle alte vie.

Per chi volesse mettersi in contatto con l'autore: [email protected]


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