I FAREMOS

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Si tratta di un vasto atlante fotografico curato da Carlo Cimenti e pubblicato nel 1995 dal Coordinamento Circoli Culturali della Carnia (così si chiamava allora l'odierna CjargneCulture con sede associativa a Cercivento).
Oggi il volume (pag. 196) è purtroppo introvabile, ma da più parti viene reclamata una ristampa per l'interesse storico-archivistico che quest'opera ancora riveste.

Il titolo FAREMOS si riferisce al soprannome (stranòn) che i valligiani hanno da tempo (forse ingiustificatamente) affibiato agli abitanti di Paluzza, abituati a rinviare nel tempo ogni decisione (Faremo... faremo...), da cui la traslitterazione friulana in FAREMOs.

Si tratta infatti di una lunga carellata di fotografie in b/n che, a partire da fine '800, viene raccontando la storia per immagini di Paluzza e del suo territorio, rendendo palpabile visivamente la lenta inesorabile trasformazione di un paese che, nell'arco di un secolo, ha sopportato due guerre, due invasioni (quella austriaca del 1917-18 e quella caucasico-cosacca del 1944-45), un lunghissimo stillicidio emigratorio, la dittatura fascista ed infine la repubblica democratica.

Il ricchissimo materiale iconografico è stato convenientemente suddiviso in precisi capitoli al fine di aiutare il lettore/spettatore nel suo percorso visivo:

- C'era una volta Paluzza, presentato da Carlo Cimenti (dove sono raccolte le fotografie relative agli angoli più suggestivi del paese, ormai cancellati dalla storia)
- Riti, cerimonie e feste religiose, presentato da don Mario Monaco (in cui sono allineate le immagini delle più significative festività paesane del passato)
- Le scuole, presentato da Emilio Di Lena (in cui si rivivono i magici momenti del periodo scolastico di un tempo ormai lontano, quando la scuola conservava ancora quell'aura di autorevolezza e rispetto, oggi ormai del tutto svanita).
- Le guerre, presentato da Anselmo Craighero (che raccoglie imamgini paesane della prima e seconda guerra mondiale)
- Il lavoro, lo sport ed il tempo libero (sono gli ultimi capitoli che offrono le singolari immagini di queste attività umane e sociali in paese, fucina di campioni degli sport più duri, quali la corsa in montagna e lo sci di fondo).

E incontro ancora tanta gente che ama sfogliare questo atlante più volte nel corso dell'anno, specie nei giorni freddi e uggiosi invernali...

Pur trattandosi di una opera che illustra esclusivamente Paluzza ed il territorio limitrofo, ritengo tuttavia che possa interessare anche coloro che amano la storia recente e sono attratti dalla suggestione fotografica del tempo passato, che sa restituire immagini ormai sepolte dalla memoria o immagini solo sognate che possono essere patrimonio di ogni villaggio carnico.

 

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