ARTA E I SUOI CADUTI
nella grande guerra

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E' stato presentato il 1 dicembre 2018 ad Arta Terme questo meticoloso lavoro di ricerca storico/archivistica locale che Silvio Molinari (già docente e dirigente scolastico, originario della frazione di Valle-Rivalpo) ha saputo realizzare in oltre tre anni di assiduo lavoro (curiosamente quanto è durata la Grande Guerra), consultando vari Enti ed Archivi (Archivio storico del Comune di Arta, Archivio storico parrocchiale di Rivalpo-Valle, Archivio di Stato di Udine, Museo Arti Popolari di Tolmezzo, Museo storico di Timau, Museo della Grande Guerra di Ragogna...), sorretto da una ampia bibliografia cartacea e da alcuni siti web.
Si tratta di un corposo libro (pagine 373, euro 15) che presenta, in una veste tipografica semplice e scorrevole (peculiare l'uso della tinta seppia nella stampa del testo e della iconografia), la Grande Guerra (ri)vista e (ri)vissuta da una postazione particolare: Arta Terme. E la presentazione che ne fa l'autore sintetizza magnificamente il contenuto.

 

Per grandi linee prospettiche, si parte dagli antefatti dell'evento bellico (il forzato rientro degli emigranti carnici dagli Stati austro-tedeschi, i cantieri militari in valle e sui monti, la mobilitazione generale, la presenza dell'esercito italiano nei paesi con i suoi vari Corpi) per giungere alla descrizione crono-geografica delle varie linee del fronte, ciascuna con i rispettivi caduti originari di Arta (la Zona Carnia dettagliatamente descritta con il lungo elenco delle portatrici di Arta, il Fronte Isonzo, il Fronte Trentino, il Fronte Grappa-Piave) per arrivare infine alla grande Ritirata (lo sfondamento di Caporetto con tutte le immediate drammatiche conseguenze: dalla ritirata dell'esercito italiano dalla Zona Carnia alla breve difesa sul Tagliamento; dalla profuganza di ampie porzioni della popolazione carnica all'azione successiva di Michele Gortani per riconciliare i profughi ed i rimasti...).
Viene poi presentato il lungo elenco dei 99 caduti del Comune, suddivisi per frazione, integrati (per alcuni) da note personali quali gli atti di eroismo e le prove più dure.
Un capitolo particolare viene dedicato alla Sanità Militare e non poteva mancare questo argomento considerando che il Comune di Arta era sede di diversi ospedali militari da campo; e sotto questa tematica entra a buon diritto la "spagnola" che forse fu la vera vincitrice di questa lunga guerra.
Molto interessante e inedito il capitolo dedicato ai campi di prigionia austro-ungarici in cui furono relegati i militari italiani (per ciascun campo vengono indicati anche i nomi dei soldati-prigionieri originari di Arta, i morti in prigionia e quelli infine liberati).
Un capitolo propone i Monumenti e Memoriali dedicati dalle singole frazioni di Arta ai propri Caduti della Grande Guerra (ogni frazione ha il suo monumento: sette frazioni, sette monumenti!).
Anche i cimiteri di guerra locali vengono poi ricordati insieme a quei Sacrari e Ossari Militari sparsi in Italia, che accolgono i resti di soldati del Comune di Arta.
Segue la lunga incredibile teoria delle 99 biografie personali (suddivise per frazioni) relative a ciascun caduto, (e questa mi è sembrata la parte più originale ed inedita di questo grande lavoro), ciascuna corredata da notizie desunte sia dal foglio matricolare personale sia da altre fonti al fine "di approfondire le cause, il luogo della morte e quello della sepoltura... Inoltre viene riportata la composizione della famiglia al fine di individuare i legami parentali con il Caduto. Per i deceduti in combattimento si è tentato di ricostruire il fatto d'arme attingendo ai Riassunti storici dei Corpi e Comandi... ".
E questo capitolo delle BIOGRAFIE reclama, da solo, la necessità/opportunità che questo libro sia presente in ogni famiglia del Comune di Arta perchè ogni famiglia qui troverà, a cento anni di distanza, un impensato aggancio domestico con la Storia.
Occorre sottolineare infine che la iconografia esibita (pressochè totalmente inedita) costituita da documenti, ritratti, lettere, viene a sorreggere ed implementare straordinariamente un racconto davvero coinvolgente che riesce a mostrare una durissima (anche se ormai leggendaria) guerra mentre passa davanti al portone di casa.

"Le pagine che qui apprezziamo sanno donare un'inattesa scintilla di vita a quei ragazzi e a quegli uomini, già cittadini del Comune di Arta, che non cadranno nell'oblio, finchè esisterà il ricordo documentato di noi posteri. Si tratta del più ambizioso obiettivo che la ricerca storica possa porsi". (dalla Prefazione di Marco Pascoli, Fondatore del Museo della Grande Guerra di Ragogna).

 

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