AMOROSI SENSI

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Dopo la grandiosa trilogia "Bora Scura" che racconta appassionatamente la cruda, seppur romanzata, storia della seconda guerra mondiale nell'estremo Nord Est, ora il triestino Leandro Lucchetta propone un vero romanzo che prende avvio all'interno di quella che fu un'autentica guerra civile tra partigiani della Resistenza da un lato e truppe nazi-fasciste dall'altro.
La zona in cui si svolgono gli accadimenti è indefinita perché i nomi dei luoghi e dei paesi sono tutti di fantasia eccetto quelli delle grandi città (Trieste, Praga...) ma ad una attenta valutazione, si scopre però che molti dei cognomi dei protagonisti sono di origine tipicamente carnica (Petris, Pellizzari, Silverio...) e alcuni episodi narrati ricordano fatti realmente accaduti in Carnia (come la strage di Promosio da parte di tedeschi travestiti da partigiani) mentre il costante richiamo alla presenza di truppe mongole inserite nell'esercito tedesco fanno sospettare una zona facilmente individuabile, anche se Lucchetta, attraverso altri espedienti, fa di tutto per allontanare il lettore da questo sospetto.

Come già nel suo capolavoro "Bora scura" lo stile ed il profilo dell'autore fin da subito si appalesano: uomo di sinistra (ma equilibrato nella cronaca e nei giudizi); pervicace anticlericale (con anacronistiche figure di preti molestatori sessuali, pedofili e omosessuali); incline alla crudezza descrittiva (non solo di orrende scene sanguinolente ma anche e maggiormente di quelle esplicitamente erotiche); profondamente imbevuto di cultura classica non disgiunta da quella (soprattutto cinematografica) moderna.
Ma mentre nel suo precedente capolavoro Lucchetta racconta esclusivamente la guerra in tutte le sue fasi fino al 1945, in questo romanzo parte proprio da quei fatti per andare oltre, per cui i limiti temporali si dilatano fino agli anni '70 e oltre, in una narrazione che, pur ricca di ricorrenti determinanti flash back, vede i protagonisti muoversi anche negli anni '50-'60-'70 in una nuova temperie politica e sociale dominata dalla DC (e dal Vaticano).

Tra i flash back che squarciano il racconto, sono particolarmente vivi il lager di Birkenau con i suoi urticanti quadri, la tristissima storia di Esther e la sua beffarda morte, le delazioni tra partigiani, la allucinante isola jugoslava Calva dove i comunisti titini rieducavano i comunisti cominformisti specie quelli monfalconesi (tema ricorrente in Lucchetta)...

Il racconto principale si sofferma su alcune importanti tappe cronologiche del dopoguerra: la vicenda dei comunisti italiani fuorusciti in Cecoslovacchia ed il loro ruolo, lo sviluppo e la parabola del PCI con i vari segretari e le loro politiche, la metamorfosi  del comunismo europeo massimamente quello deviazionista jugoslavo, i fascisti riciclati nella nascente repubblica (che Mirella Serri nel suo monumentale lavoro di ricerca ha chiamato "I Redenti") ma anche i partigiani comunisti redenti (integrati perfettamente e nuovi attori nella società democristiana), la delusione profonda dei vecchi partigiani per la situazione politica postbellica, Ungheria 1956, Marcinelle 1956, Cecoslovacchia 1968, il rivoluzionario Sessantotto, gli hippy e le comuni degli anni '60 (precorritrici degli attuali centri sociali), la conquista della luna 1969...

Ciò che però unisce e connette l'insieme del racconto e dei flash back è il protagonista Luca le cui vicende politiche, militari e maggiormente sentimentali (ecco la ratio del titolo, che peraltro richiama il famoso verso foscoliano de I sepolcri:"... celeste è questa corrispondenza di amorosi sensi") fanno da filo conduttore ad una trama suggestiva, ricca di colpi di scena, a volte assurdi, a volte incredibili, a volte tragici, a volte drammatici, particolarmente quelli subentranti e concitati finali...

Si sono rilevate alcune forzature temporali (la persistenza del divieto di sepoltura cimiteriale per gli atei e suicidi nel 1969, il test del DNA nel 1969...) che tuttavia non danneggiano troppo la verosimiglianza del racconto, il quale si sviluppa sempre con costante tensione narrativa, salvo minimi fisiologici estemporanei cali.

Volendo concludere questo breve commento, mi sentirei di dire che l'autore con questo libro (proseguendo idealmente" Bora Scura") ha inteso raccontare la spericolata vita di un uomo nato nel 1925 e morto nel 2000, osservandolo e seguendolo da una postazione particolare, quella vetero comunista (forse stalinista), dalla quale si assiste al film della storia recente, da una diversa angolazione, perlomeno diversa da quella ufficiale cui siamo stati sempre abituati.

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