Eppur ... tornare

di Giorgio Plazzotta

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Prendo in prestito il titolo di una bella canzone di Mauro Tedeschi per raccontarvi e rendervi partecipi di un incontro, per me straordinario, avvenuto il 6 ottobre 2001 in Carnia. 

Il tempo passerà e questa pagina invecchierà nel sito, ma aldilà della cronaca di una rimpatriata resterà probabilmente nella storia del nostro piccolo sito a testimonianza dell'incontro tra chi vive la Carnia ogni giorno e chi vivendo lontano, utilizza il nostro sito per sentirsi un po' più vicino a questa terra.  

La mia ultima visita nella terra di mio padre risaliva a due anni prima o poco più, nel millennio precedente. In quell'occasione parlai con alcuni amici del mio progetto e presentai al pubblico di VideoTeleCarnia le prime pagine di Cjargne Online, parlando degli obiettivi che mi prefiggevo con questa iniziativa. 


Marino, Giorgio, Fabio e Mauro negli studi di VTC

In questi due anni il sito è cresciuto e devo dire che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti: abbiamo cercato di raccontare la Carnia attraverso Internet, ma soprattutto abbiamo attivato un punto di contatto, di incontro e di discussione per i carnici, ovunque essi risiedano.  

Quest'ultimo obiettivo è per me particolarmente importante per diverse ragioni. Innanzitutto perchè io stesso per primo ho avuto modo di usufruire della splendida possibilità di comunicare con tante persone e di attivare un collegamento permanente con la Carnia nella mia vita da isolano/isolato. Me ne sono reso conto subito appena voltato lo svincolo di Amaro. Le altre volte era un susseguirsi di ricordi che riemergevano man mano che mi inoltravo verso la Valle del But; le facce amiche che trovavo sempre un po' più vecchie, gli odori e i suoni nascosti nella mia memoria.  Questa volta era diverso, l'avere trascorso gli ultimi due anni occupandomi di Cjargne Online ha reso il mio ritorno come il riaprire una porta della mia casa, perchè in Carnia mi sono sentito a casa mia. Era come se non mancassi da due anni, ma da due giorni.

Il 6 ottobre, una giornata di sole caldo, ci siamo incontrati a Paluzza.  Sei anime carniche che negli spazi di Cjargne Online si erano incontrate, avevano discusso, litigato e avevano lavorato assieme ad altre decine di amici a sviluppare questo nostro contenitore telematico. Alcuni dei componenti di questo gruppo eterogeneo vivono in Carnia o i Friuli mentre io, Fabio e Mauro viviamo in città lontane a testimoniare come questo sito metta in contatto la Carnia ed i suoi abitanti con i suoi tanti figli sparsi per il mondo. 

Non abbiamo avuto neanche il tempo di parlare se non quello di presentarci e di scoprire quali volti avevano quei nomi che comparivano sui monitor dei nostri computer. Ci siamo recati a Treppo presso gli studi di VTC e li, davanti alle telecamere, abbiamo in diretta riversato le nostre emozioni di quel momento speciale per tutti noi. 

Si è parlato di Cjargne Online e di come il sito, soprattutto con l'attivazione del FORUM, sia diventato una piazza telematica. Chi vive lontano ha testimoniato la sua soddisfazione nel potere disporre di uno strumento che, come ha detto Fabio, "ti fa sentire come se fossi nella piazza di Paluzza anche se in effetti ti trovi a centinaia di chilometri distanza". 

Marino ha condotto la discussione aiutando gli altri a esprimere le proprie emozioni. Mauro disponeva di un'arma in più per esprimere le proprie sensazioni: aiutato dalla sua chitarra ha cantato alcune canzoni di cui egli stesso è autore e che parlano (indovinate un po'?) della nostra Carnia e dei nostri emigranti. 

Le canzoni di Mauro sono splendide. Devo ammettere che, per quanto la mia memoria sia solitamente paragonabile a quella di un bradipo, quei versi e quelle melodie mi sono tornate spesso in mente nei giorni successivi. Mauro mi ha promesso di registrare le sue canzoni cosicchè anche voi che leggete questa pagina potrete ascoltarle. (vedi fondo pagina)

Dopo la trasmissione il nostro incontro è proseguito a tavola a Timau, ma qui per rispetto dei nostri amici lettori e per evitare di suscitare invidie tra quelli che vivono in altri continenti eviterò di citare i cjarsons, il frico, la polenta, la carne di cervo con i porcini ed il Merlot che hanno allietato la nostra tavola :-)

Incredibilmente siamo riusciti a non parlare di politica e quindi a non litigare: in quel momento ci interessava soprattutto parlare di noi, del nostro incontrarci e di come proseguire questo nostro cammino. 

Nel pomeriggio un'altra sorpresa per noi che viviamo lontano: la visita al Maestro Canciani ed alla sua splendida Mozartina a Paularo di cui parleremo su Cjargne Online molto presto.

Alla fine della giornata ci siamo salutati, consapevoli di incontrarci di nuovo nel forum e per e-mail. In tutti noi, ne sono sicuro, è rimasta la piacevolezza di un incontro veramente speciale, uno di quegli zuccherini che ogni tanto la vita ci riserva.


Alfio, Fabio, Mauro, Giorgio e Marino prima di un momento di riflessione


I nostri amici con il maestro Canciani nella Mozartina di Paularo.

clicca qui per scaricare il file MP3 della canzone (2,1 Mb)
(nota: tutti i diritti sul brano sono riservati all'autore che può essere contattato [email protected]

La canzone "Eppur Tornare" fa parte del progetto "Gombe da Poc", la storia che Mauro Tedeschi sta scrivendo attualmente. Vi invitiamo ad ascoltare questa canzone e a comunicare all'autore le vostre impressioni.

Eppur tornare...

Eppur tornare
Sembrava impossibile
Dopo le sconfitte
Dopo le paure

Eppur viaggiare
Solo con la volontà
Di superare tutto
Di non tornare indietro

Ma ti ricordi, Englaro di sera
Bicchieri vuoti di vino e parole
Noi eravamo amici
Ed in quei giorni, felici

Cosa ci ha diviso
Cosa ci ha spezzato
Fu la politica o un fiore
Che avevo calpestato
E tu hai raccolto nel prato

Nessuno chiama
Né riconoscerà
Sotto questo vestito
la foto di un amico

Che dolore
Sapere di esser qui
E non gridare tutto
Quello che non ho detto

Quanti ragazzi
Avevamo vent'anni
Ed un regime assassino
Che prima ci ha venduto
E dopo dimenticato

Le gite in Pramosio
I balli e le donne
Io non li ho più rivissuti
Ho lavorato tanto
E adesso ho solo il rimpianto

Eppur tornare
Si dovevo esser qui
Per quest'ultimo canto
Per ascoltare il vento

L'orologio
Lo tengo ancora qua
Ha una lancetta aguzza
Si fermerà a Paluzza

 

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