ZOVELLO: 
SAN ANDREA
 
                                                                      Storia  
 
La chiesa di S.Andrea apostolo di Zovello è una tra le più antiche ; infatti la nostra chiesa fin dal sec. XII dell’era cristiana: ce ne parlano le antiche memorie scritte ed orali.  
Ce lo assicura l’antico tabernacolo in pietra, che attualmente si trova inserito nella parete della chiesa, a sinistra di chi guarda dall’altare maggiore.La porticina del tabernacolo è in ferro battuto ed intrecciato  a modo di scacchiera. 
Altra prova dell’ antichità, della nostra chiesa ci viene data dalle due monofore romaniche in tufo, che si trova una davanti e l’altra dietro l’altare maggiore alla stessa altezza da terra. 
Zovello ha costruito tre chiese: tutte sullo stesso luogo.La prima nel sec. XII ; della seconda non possiamo notizie sicure; la terza è l’attuale, che fu consacrata il 6 Giugno 1574 ( due anni prima di quella di S.Matteo di Monaio). 
Una delle principali caratteristiche della nostra chiesa è quella di avere due campanili: uno ( antico), incorporato alla chiesa stessa, che si eleva di sopra della porta laterale sud; l'altra (nuova) che è situata difronte alla  porta maggiore costruita nel 1926, crollato prima d'essere inaugurata e poi ricostruita qualche anno dopo sulla stessa base del primo.  
La nostra chiesa è stata costruita nel 1320 e 3 anni dopo è stata costruita quella di S.Matteo di Monajo.  
I mansionari si succedettero fino al 24 ottobre 1919, quando l'Arcivescovo di Udine eresse <l'antichissima Chiesa di San Andrea Apostolo in onore e dignità di parrocchia entro il limite dei confini amministrativi della frazione di Zovello>. 
Zovello fu parrocchia ancora prima del 1919 ? Nel 1784 gli uomini rappresentanti il comune di Zovello presentano all'arcivescovo di Udine mons. Girolamo Gradenigo supplica <acciochè lor venga concesso il poter erigere Fonte Battesimale nella loro antichissima Chiesa Sacramentale, siccome lo era nei trascorsi secoli, allorchè formava chiesa parrocchiale, di che si hanno certi monumenti >
.Certo non era una parrocchia formale, come si intende oggi, ma era la chiesa principale dove convenivano i fedeli dei dintorni e dove i preti di San Pietro prima e quelli di gorto successivamente venivano a celebrare le SS.Funzioni ed a distribuire i Sacramenti.                    
La domenica 6 giugno 1574, dal vescovo Bisanzio, venne riconsacrata la chiesa. Non si tratta però della prima consacrazione, ma della seconda, poichè la bolla determina la dedicazione <nello stesso tempo che si celebrava la prima>. 
La chiesa di Zovello conserva un cristo sicuramente molto antica.Era, fino a qualche decennio fa, appeso alla porta laterale della chiesa. E' di bronzo, di cm. 17 di altezza, di fattura rozza. In questo crocefisso di Zovello troviamo invece il Cristo coperto da una specie di tunica che lo ricopre dai fianchi alle gambe e gli lascia sporgenti solo i piedi. Ciò che, per altro, maggiormente meraviglia nel Cristo di Zovello è il vederlo, incoronato di un vero diadema regale, anzi che di spine. Pertanto, anche se a prima vista il Cristo di Zovello sembra attribuirsi al periodo longobardo, pur tuttavia dobbiamo collocarlo nel secolo XIV e considerarlo.  
la chiesa di San Andrea aveva il tetto di scandole ( come doveva essere quello delle altre chiese),un campanile sul colmo della facciata con due campane; all'interno tre altari, di cui l'altare maggiore imponente che sfiorava la volta del coro tutto affrescato. L'ancona lignea era a due ordini. In basso al centro l'immagine scolpita del titolare San Andrea, con ai lati le statue di  San Giovanni Battista e San Agostino. Oggi restano solo i tre santi Andrea, Agostino e Giovanni Battista collocati sull'altare  
nel 1848. 
TRADIZIONI 
A Zovello, i giovani che si assumevano questi compiti ricevevano dalle famiglie formaggio, farina per la polenta, qualche salsiccia, e con questae offerte preparavano la cena nella notte. La mattina prima del 24 giugno si raccoglievano i fiori più belli (il nearut, la rosa di san Giuan, las spades...) e si esponevano poi alla rugiada del sustizzio d'estate. La mattina successiva, la benediziuone di questi fiori, racolti con cura in un mazzo, completava i rito e attribuiva loro un potere tale che, se bruciati all' approssimarsi del cattivo tempo, assieme all'ulivo benedetto, poteva scongiurare eventuali danni.